Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
A Marzo, in vista dell'esame di trattamento testi,a scuola iniziò un corso di informatica. La Vincoso ne sottolineò l'importanza:"E' fondamentale che domani ci siate tutti. Al mondo d'oggi è obbligatorio usare il computer".
"Buongiorno, ragazzi. Sono il prof Capizzi."
"Salve."
"Ma dove sono i vostri compagni di classe? A dormire?"
"Arriveranno" rispose rassicurante Beatrice.
Con lo scorrere dei minuti, invece, non comparve nessuno all'orizzonte. Restarono tre le presenze sul registro: Mirco,Fanny, Beatrice.
Non occorreva scomodare l'oracolo di Delfi per sapere le motivazioni di quella bigiata collettiva. Pesante scendere a Como alle 09.30 del sabato mattina, dopo una settimana di scuola; un'impresa trovare un parcheggio libero. Inoltre, siccome era giorno di mercato, vi era un gran trambusto nei paraggi della scuola. Molti, poi, consideravano l'esame di trattamento testi una stupida da bambini delle elementari; si trattava di impostare una lettera commerciale.
Mirco aveva deciso di partecipare al corso perché a casa era sprovvisto di computer, e al lavoro lo utilizzava raramente.
Nelle lezioni successive il contesto ambientale non mutò; al top si raggiunsero le cinque presenze in classe. Capizzi fece buon viso a cattivo gioco; tanto lui era pagato lo stesso. Decise di occupare stabilmente una delle due ore di lezione a raccontare il suo lavoro principale, che non riguardava l'informatica. Lui era un erpetologo; in parole povere era un biologo che studiava rettili e anfibi.
Portava, su un dischetto, le foto dei rettili e le commentava.
Mirco spaurì alla vista di un pitone (di origine indiana) che viveva in America. Aveva vent'anni ed era lungo otto metri...che impressione!
Si fecero una cultura sul genere; d'altronde, quel bizzarro impiego incuriosiva gli alunni.
Non fu altrettanto contenta la signorina Tic; sacramentò a lungo contro la gioventù bruciata,lazzarona, scriteriata. Minacciò più volte di interrompere il corso di serpent...ehm informatica.
Non mise mai in pratica questo intendimento; lei amava la scuola, e il sabato mattina da sola a casa si sarebbe annoiata. Le lezioni, così, giunsero alla naturale scadenza.
E vissero felici e serpenti. Almeno fino agli esami.